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Card to pocket / Homing card

Il tema della carta che sparisce e arriva in tasca venne reso famoso da Francis Carlyle (“stars of magic” nel 1947) con il nome di Homing Card.

Quest’idea, in realtà, è molto più antica, risale infatti al 1868: la troviamo infatti su “Les Secrets de la magie et de la prestidigitation” del prof. Hoffmann (la cui traduzione in inglese risale al 1876).

Questa versione era una normale carta che va in tasca tramite impalmaggio. Più tardi, sempre di Hoffmann, su “modern magic” del 1890 troviamo una versione di card to pocket senza gimmick, duplicati o impalmaggi.

L’ Homing card è una routine di card to pocket multiplo, con un finale inaspettato nel quale tutto il mazzo finisce in tasca tranne la carta scelta che ti rimane in mano da sola.

L’idea di questo finale è di Al Baker (lui lo faceva a una fase, cioè solo il finale e l’effetto si chiama “gee!!”, tradotto: accidenti!!, Pubblicato su “Al Baker book 2” nel 1935).

Colui che rese famosa la routine di card to poket multiplo con finale il finale di Al Baker fu David Williamson (su “Williamson wonder” nel 1989), ma non fu lui a creare questa composizione, ma fu Gordon Bruce (sulle note di conferenza di Gordon “Gordon Bruce lecture note” del 1985).

Vi è un’idea molto similare alla Homing card di Tommy Vanderschmidt, nella quale avviene una vera e propria homing card, ma non in tasca, bensì nel cappello a cilindro (questa routine su chiama “the repeat card in Hat” sulla rivista “come a Little closer” del 1953).

Successivamente vennero create molte varianti di card to pocket e di Homing card. 

(by Adam)

Alcuni Tutorial di questo effetto li trovate sul mio canale YouTube cliccando QUI o QUI!

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